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A chi non è capitato di sentirsi stressato o un po’ giù di morale?

Un po’ di tristezza è una compagna inevitabile della nostra vita, soprattutto in certe occasioni in cui ci sentiamo feriti da qualche perdita importante o da qualche sogno che proprio non vuol saperne di realizzarsi. Ecco che ci chiudiamo in noi stessi e quello che prima ci sembrava motivo di gioia interiore ci pare ora inutile e insufficiente. Solitamente quando le ragioni che ci fanno abbassare l'umore sono chiare (ci succede qualche fatto stressante ben identificabile) la caduta del nostro umore dura poco tempo.

A volte invece l'umore di una persona sembra abbassarsi per ragioni piccole oppure non altrettanto ovvie, e può essere difficile comprendere pienamente il motivo. In qualche caso la depressione può peggiorare e dominare completamente la vita di una persona.

Convenzionalmente in medicina si dice che quando qualcuno si sente molto giù di umore per più di due settimane, e si sente così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, allora possiamo parlare di malattia depressiva. Quand'è così la depressione colpisce l'umore e il pensiero della persona. Questo porta a comportamenti alterati, e crea una quantità di sintomi fisici a livello corporeo.

E’ da subito evidente che il confine tra normalità e patologia è assai sfumato. Si aggiunge a ciò che la depressione (anche nella sua dimensione patologica), sembra risparmiare ben poche persone nell’arco della loro esistenza (“nessuno si senta escluso…”), tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che nel 2010 sarà la seconda causa di disabilità a livello mondiale.

Ecco che allora ci si interroga, al di là della clinica, sul senso di questa patologia: la possiamo veramente considerare una malattia come le altre, oppure dobbiamo ipotizzare che per coglierne il senso profondo dobbiamo allargare la nostra prospettiva ai fenomeni sociali (la complessità, la competizione, l’esclusione sempre più presenti nella nostra società), etico-religiosi (perdita dei valori e della dimensione spirituale) o etologici (meccanismo evolutivo che togliendo da una competizione più diretta e pericolosa “risparmia” e diviene un vantaggio nella selezione della specie). Questi (ed altri) interrogativi non sono così teorici come si potrebbe pensare: chiunque va incontro a depressione o viene a trovarsi a stretto contatto con una persona depressa è bene che prenda tale situazione anche come una occasione di riflessione approfondita sull’esistenza, perché indubbiamente la depressione segnala la necessità di un adattamento nuovo rispetto al nostro modo di vivere precedente.
[ percorso di approfondimento di questo tema >>> ]

Altrettanto pericoloso è però, per le singole persone, non vedere nella depressione una situazione da curare seriamente, una sorta di “debolezza di carattere” per cui non c’è nulla da fare se non rimboccarsi le maniche e “darsi una mossa”. Nulla di più sbagliato, sia per il rischio di dilatare grandemente la sofferenza propria e dei familiari, sia per il fatto che la volontà dell’individuo nella depressione è limitata e dunque insistere sugli sforzi di volontà è in realtà un rigirare il coltello nella piaga, che non può portare a nulla di buono.

A fronte di ciò le cure della depressione sono efficaci e riescono nella stragrande maggioranza dei casi a togliere del tutto una sofferenza che nel suo eccesso perde anche il suo significato di stimolo alla ricerca interiore. La maggior parte della gente affetta da una malattia depressiva non cerca il trattamento, a dispetto del fatto che anche le condizioni più gravi possono giovarsi dei frutti della ricerca farmacologica e delle terapie psico-sociali. Molti confondono depressione e "debolezza di carattere" e non chiedono un aiuto medico.

Purtroppo molta gente non sa che la depressione è una malattia trattabile. Se pensa che lei, o qualcuno che conosce, possa essere uno dei tanti depressi non diagnosticati, le informazioni qui riportate forse potrebbero esservi d’aiuto a prendere i provvedimenti necessari a restituire pienezza alla vostra vita.

 

La manifestazione più frequente è detta Episodio Depressivo Maggiore, un periodo di almeno due settimane in cui i sintomi depressivi interferiscono fortemente con la capacità di lavorare, studiare, dormire, mangiare, e gioire di attività piacevoli. Un episodio di depressione così debilitante può capitare una volta sola nella vita, ma più comunemente si ripete diverse volte.


La Distimia invece è una forma meno severa di depressione, comporta sintomi presenti a lunghissimo termine che, se non inabilitano gravemente, impediscono comunque un buon funzionamento o il sentirsi bene. Molte persone che soffrono di distimia peraltro sperimentano nella loro vita anche episodi di depressione maggiore.

Da ultimo vogliamo brevemente ricordare qui un altro tipo di depressione, chiamato Malattia Maniaco-Depressiva o Disturbo Bipolare. Più raro delle altre forme, il disturbo bipolare è caratterizzato da cambiamenti di umore ciclici, con punte severe di alti (mania) e bassi (depressione).I cambiamenti di umore possono essere drammatici e rapidi, ma più frequentemente sono graduali. Durante la fase depressiva una persona può avere qualcuno o tutti i sintomi di un disturbo depressivo. Durante la fase maniacale l'individuo può essere iperattivo, logorroico o sentirsi moltissima energia addosso. La mania spesso influenza negativamente il pensiero, la capacità di giudizio e il comportamento sociale, in modo tale da causare problemi seri e difficoltà.
Ad esempio, chi è in uno stato maniacale può sentirsi “su di giri” e pieno di idee, tanto da lanciarsi in imprese finanziarie sconsiderate o in avventure romantiche sconsigliabili. La mania, lasciata a sé, può peggiorare, fino ad uno stato psicotico.


Non tutti quelli che sono affetti da depressione o da mania sperimentano ogni sintomo.

Alcune persone ne hanno soltanto qualcuno, altri ne hanno molti.

La severità dei sintomi varia a seconda degli individui e può variare anche nel tempo. Ecco qui un elenco dei sintomi principali di depressione e mania, ricordando che quest’ultima è soltanto “l’altra faccia” della depressione, quasi un tentativo di reazione ad essa, e che sintomi di mania e di depressione possono coesistere nella stessa persona.

 

Sintomi della Depressione

Umore triste, ansioso o sensazione persistente di vuoto.

Mancanza di speranza, pessimismo.

Sensi di colpa, di indegnità, di impossibilità di trovare aiuto.

Perdita d'interesse o di piacere negli hobby nelle attività che prima risultavano attraenti, compreso il sesso.

Diminuzione di energia, affaticamento, sentirsi rallentati.

Difficoltà di concentrazione, di memoria e nel prendere decisioni.

Insonnia, risveglio mattutino precoce, o ipersonnia.

Perdita di appetito e/o di peso, oppure iperfagia e aumento di peso.

Pensieri di morte di suicidio; tentativi di suicidio.

Sensazione di non riposare, irritabilità.

Sintomi fisici persistenti che non rispondono ai trattamenti così come mal di testa, disturbi digestivi e dolore cronici.

 

 

 

Sintomi della Mania

Esaltazione abnorme o eccessiva

Irritabilità inconsueta

Diminuita necessità di dormire

Senso di grandiosità

Aumento della loquacità

Aumento della velocità del pensiero

Aumento del desiderio sessuale

Energia fortemente aumentata

Perdita di capacità di giudizio

Comportamento sociale inadeguato

 


Molto materiale dele pagine sui Disturbi dell’Umore è tradotto liberamente (e adattato) dalla brochure del National Institute for Mental Health degli U.S.A. (NIH Publication No. NIH-00-3561), dalla versione inglese rintracciabile su internet all’indirizzo:

http://www.nimh.nih.gov/publicat/depression.cfm e da quella dell’American Psychiatric Association.