CENTRO PER LO STUDIO E LA CURA
DEI DISTURBI DELL'UMORE

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Nell'arco di un anno il 9,5% della popolazione soffre di un disturbo depressivo.

I costi economici sono enormi e incalcolabile è il costo della sofferenza di chi è affetto dal disturbo.

Le conoscenze sulla eziologia e fisiopatologia dei disturbi dell'umore, hanno avuto una sviluppo impressionante negli ultimi 30 anni e procedono tuttora a velocità sostenuta. Dalle stesse sono state generate e sperimentate una serie di proposte terapeutiche che si sono giovate dell’introduzione di nuovi farmaci dotati di migliore specificità e tollerabilità, nonché di psicoterapie sempre più affidabili.

Si è così visto che più che di parlare di depressione, conviene parlare di diverse sindromi depressive, un gruppo eterogeneo di quadri clinici che presentano diversità, oltre che relativamente alle cause, anche per numero di sintomi, severità e persistenza.

Prevalenza dei disturbi depressivi nella popolazione generale secondo il Manuale
Diagnostico Statistico dell’Associazione Americana di Psichiatria (DSM IV)

Disturbo depressivo maggiore

F 10-25%, M 5-12%    nell’arco della vita
F 5-9%, M 2-3%         in atto

Distimia

6%                            nell’arco della vita3%                            in atto

Disturbi Bipolari

1,3-3,1 %                     nell’arco della vita

Depressione dovuta a condizione medica generale

8-60% dei pazienti internistici secondo la malattia  primaria

Disturbo Disforico Premestruale

molto frequente

Disturbo Depressivo Minore

molto frequente

Disturbo Depressivo Breve Ricorrente

molto frequente

Episodi Depressivi in fase residuale della schizofrenia o in corso di episodi psicotici

Raro

Disturbo Depressivo indotto da Sostanze

molto frequente nella popolazione relativa

 

Il paziente depresso rappresenta un problema ingente per la salute della popolazione, oltre che per la drammatica prevalenza e l’alto rischio di mortalità, anche per una serie di fattori che ne complicano il riconoscimento e un trattamento adeguato in medicina generale (vedi sotto), tanto che si calcola che solo un paziente su dieci possa contare su terapie efficaci.

 

 

Elementi di difficoltà nel riconoscimento e nel trattamento
dei Disturbi Depressivi in Medicina Generale

Mancato riconoscimento dello stato di malattia da parte del paziente e del suo ambito (la depressione vissuta come “debolezza esistenziale”)

Difficoltà a vincere lo stigma verso la malattia mentale, ancora vissuta con vergogna quasi che fosse una colpa o una punizione divina per qualche cattivo comportamento

Presentazione somatica dei sintomi (90%) al medico di famiglia: il paziente non dice “sono triste”, quanto piuttosto “ho mal di testa”, “mi fa male la schiena”, “ho fastidio allo stomaco”, ecc. ecc.

Difficoltà sui criteri diagnostici (patologie “sotto la soglia di riconoscibilità”, cioè che non trovano posto nei manuali dei dottori, nemmeno in quelli degli specialisti)

Mancanza di tempo da dedicare all’ascolto del paziente da parte del medico di famiglia

Difficoltà ad orientarsi tra le numerose possibilità di una terapia farmacologia

Difficoltà a distinguere gli effetti collaterali degli psicofarmaci dai sintomi del disturbo o dal “linguaggio del corpo” del paziente

Inefficiente collegamento con la specialistica

 

Un Centro per la Depressione può dunque svolgere diverse funzioni in ordine sia ad un approccio approfondito ai Disturbi che alla possibile azione di consulenza e coordinamento con la medicina di base.

Molto materiale dele pagine sui Disturbi dell’Umore è tradotto liberamente (e adattato) dalla brochure del National Institute for Mental Health degli U.S.A. (NIH Publication No. NIH-00-3561), dalla versione inglese rintracciabile su internet all’indirizzo:

http://www.nimh.nih.gov/publicat/depression.cfm e da quella dell’American Psychiatric Association.