| CENTRO PER LO STUDIO E LA CURA DEI DISTURBI DELL'UMORE |
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Perchè un Centro per la Depressione |
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La Depressione La valutazione diagnostica e il trattamento Gli effetti collaterali dei farmaci Come aiutarsi da soli Visualcyp per la sicurezza delle prescrizioni
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I costi economici sono enormi e incalcolabile è il costo della sofferenza di chi è affetto dal disturbo. Le conoscenze sulla eziologia e fisiopatologia dei disturbi dell'umore, hanno avuto una sviluppo impressionante negli ultimi 30 anni e procedono tuttora a velocità sostenuta. Dalle stesse sono state generate e sperimentate una serie di proposte terapeutiche che si sono giovate dell’introduzione di nuovi farmaci dotati di migliore specificità e tollerabilità, nonché di psicoterapie sempre più affidabili. Si è così visto che più che di parlare di depressione, conviene parlare di diverse sindromi depressive, un gruppo eterogeneo di quadri clinici che presentano diversità, oltre che relativamente alle cause, anche per numero di sintomi, severità e persistenza. Prevalenza dei disturbi depressivi nella popolazione generale secondo il Manuale
Il paziente depresso rappresenta un problema ingente per la salute della popolazione, oltre che per la drammatica prevalenza e l’alto rischio di mortalità, anche per una serie di fattori che ne complicano il riconoscimento e un trattamento adeguato in medicina generale (vedi sotto), tanto che si calcola che solo un paziente su dieci possa contare su terapie efficaci.
Elementi di difficoltà nel riconoscimento e nel trattamento
Un Centro per la Depressione può dunque svolgere diverse funzioni in ordine sia ad un approccio approfondito ai Disturbi che alla possibile azione di consulenza e coordinamento con la medicina di base. |
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Molto materiale dele pagine sui Disturbi dell’Umore è tradotto liberamente (e adattato) dalla brochure del National Institute for Mental Health degli U.S.A. (NIH Publication No. NIH-00-3561), dalla versione inglese rintracciabile su internet all’indirizzo: http://www.nimh.nih.gov/publicat/depression.cfm e da quella dell’American Psychiatric Association.
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